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Un amico con le palle
Posted by Max
on
09:22
Stamattina sono arrivato al lavoro alle otto e un quarto. Di solito sono puntualissimo e alle otto, anche otto meno cinque, entro in ufficio. Ma oggi parto per l'Italia. Fine settimana a Padova, lunedì e martedì in viaggio per lavoro. Prenderò una macchina aziendale, quindi il programma era di lasciare la mia sotto casa e non nel parcheggio dell'azienda. Per fare questo avrei avuto bisogno di un passaggio, così ieri ho chiesto a un mio collega di lavoro nonché quasi-vicino di casa se poteva passare a prendermi stamattina, specificando che non posso - data la situazione in azienda - permettermi il lusso di arrivare in ritardo.
Questo tizio non è un emerito sconosciuto. È stato il mio compagno di avventure durante il primo viaggio a Cuba l'anno scorso. La donna con la quale si sta apprestando ad andare a convivere gliel'ho presentata io, e fino a quel momento siamo stati anche compagni di scorribande nelle serate da single. Già, fino a quel momento. Perché da quel momento in poi, e nonostante lei viva a migliaia di chilometri di distanza, lui è scomparso. Finite le scorribande - che poi altro non erano che un paio di serate al mese in una piccola discoteca in città - e finite le serate di cinema. Finite le cene e sostanzialmente finite le chiacchiere e la filosofia sul mondo. Un colpo abbastanza brutto, visto che era di fatto l'unica persona rimasta con la quale avessi questo rapporto di amicizia.
È cominciato il periodo di tutte le sante sere davanti al computer, davanti alla webcam, al telefono, a studiare portoghese, e devo pulire casa. Cazzo, deve avere l'appartamento più splendente di quello di mastrolindo! Alienazione totale. Perso. E vai coi mal di testa, e vai col non ricordarsi di nulla. Anche stamattina... ieri aveva il mal di testa, stamattina non si è svegliato, non si è ricordato, sa dio. Al telefono non rispondeva. Alle otto e dieci sono salito in macchina, mi squilla il telefono, era lui: 5-10 minuti e sono da te. Sì, buonanotte, così arrivo al lavoro alla mezza...
A marzo scorso, quando l'azienda mi ha restituito il posto di lavoro e dovevo andare a un colloquio con uno dei sedicenti di cui al post di ieri, avevo bisogno di qualcuno che mi accompagnasse. Un testimone, visto l'andazzo. Ho chiesto a lui, naturalmente, e non solo perché siamo - teoricamente - amici, ma anche perché aveva già deciso di mollare l'azienda per andare a vivere con questa sua morosa: alle Azzorre, in mezzo all'Atlantico! Quindi lui non rischiava rappresaglie o ripercussioni. Ma, sorprendentemente: beh, insomma, sai, se proprio è indispensabile... però se fosse possibile... preferirei starne fuori... Grazie, non importa, mi arrangio.
Si può avere meno palle di così? Questo sarebbe l'amico che non si fa scrupoli a buttarmi giù dal letto alle 3 della mattina perché gli han cancellato il treno per andare all'aeroporto, chiedendomi di portarcelo in macchina. Non c'è male davvero.
Io sono arrivato un quarto d'ora in ritardo, mi sono arrangiato come al solito. Lascerò la macchina in parcheggio qui, poco importa. Ma tu, caro amico, se credi di poter affrontare la convivenza con la tua donna e i suoi due bambini a suon di mal di testa, di dimenticanze, e con le palle che hai dimostrato di (non) avere... alle Azzorre avrai vita breve, temo. E comunque a questo punto cazzi tuoi. Io mi "disnoto".
Questo tizio non è un emerito sconosciuto. È stato il mio compagno di avventure durante il primo viaggio a Cuba l'anno scorso. La donna con la quale si sta apprestando ad andare a convivere gliel'ho presentata io, e fino a quel momento siamo stati anche compagni di scorribande nelle serate da single. Già, fino a quel momento. Perché da quel momento in poi, e nonostante lei viva a migliaia di chilometri di distanza, lui è scomparso. Finite le scorribande - che poi altro non erano che un paio di serate al mese in una piccola discoteca in città - e finite le serate di cinema. Finite le cene e sostanzialmente finite le chiacchiere e la filosofia sul mondo. Un colpo abbastanza brutto, visto che era di fatto l'unica persona rimasta con la quale avessi questo rapporto di amicizia.
È cominciato il periodo di tutte le sante sere davanti al computer, davanti alla webcam, al telefono, a studiare portoghese, e devo pulire casa. Cazzo, deve avere l'appartamento più splendente di quello di mastrolindo! Alienazione totale. Perso. E vai coi mal di testa, e vai col non ricordarsi di nulla. Anche stamattina... ieri aveva il mal di testa, stamattina non si è svegliato, non si è ricordato, sa dio. Al telefono non rispondeva. Alle otto e dieci sono salito in macchina, mi squilla il telefono, era lui: 5-10 minuti e sono da te. Sì, buonanotte, così arrivo al lavoro alla mezza...
A marzo scorso, quando l'azienda mi ha restituito il posto di lavoro e dovevo andare a un colloquio con uno dei sedicenti di cui al post di ieri, avevo bisogno di qualcuno che mi accompagnasse. Un testimone, visto l'andazzo. Ho chiesto a lui, naturalmente, e non solo perché siamo - teoricamente - amici, ma anche perché aveva già deciso di mollare l'azienda per andare a vivere con questa sua morosa: alle Azzorre, in mezzo all'Atlantico! Quindi lui non rischiava rappresaglie o ripercussioni. Ma, sorprendentemente: beh, insomma, sai, se proprio è indispensabile... però se fosse possibile... preferirei starne fuori... Grazie, non importa, mi arrangio.
Si può avere meno palle di così? Questo sarebbe l'amico che non si fa scrupoli a buttarmi giù dal letto alle 3 della mattina perché gli han cancellato il treno per andare all'aeroporto, chiedendomi di portarcelo in macchina. Non c'è male davvero.
Io sono arrivato un quarto d'ora in ritardo, mi sono arrangiato come al solito. Lascerò la macchina in parcheggio qui, poco importa. Ma tu, caro amico, se credi di poter affrontare la convivenza con la tua donna e i suoi due bambini a suon di mal di testa, di dimenticanze, e con le palle che hai dimostrato di (non) avere... alle Azzorre avrai vita breve, temo. E comunque a questo punto cazzi tuoi. Io mi "disnoto".


